luglio 4

AirCasting

Accoppiata sensore – app android per il monitoraggio iperlocale della qualità dell’aria. Ma non solo: con alcune aggiunte è possibile monitorare anche l’inquinamento acustico e la risposta del proprio corpo all’ambiente (battito cardiaco e frequenza di respirazione). È un progetto promosso dall’associazione HabitatMap.

AirCasting is a platform for recording, mapping, and sharing health and environmental data using your smartphone. Each AirCasting session lets you capture real-world measurements, annotate the data to tell your story, and share it via the CrowdMap.

AirCasting.

luglio 4

Giornalismo e sensori per l’Ordine dei Giornalisti del Veneto

La prossima settimana, dal 6 al 13 luglio, si terrà a Cortina l’evento di formazione e informazione “Cortina tra le righe”, organizzato dall’Odg del Veneto e Cortina Turismo e rivolto ai giornalisti pubblicisti e professionisti nell’ambito della formazione continua obbligatoria. Noi dataninja (io e Andrea Nelson Mauro), insieme all’amico Luca Corsato di #opendatavenezia, terremo un seminario / lezione di tre ore su data journalism e uso dei sensori nel giornalismo proprio il primo giorno, lunedì 7 luglio, dalle 9:00 alle 12:00 presso il Grand Hotel Savoia.

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luglio 3

Home | OpenEnergyMonitor

Un sistema completo open-source per il monitoraggio energetico con struttura modulare e uno shop on-line dove acquistare tutti i componenti. Compatibile con la piattaforma Arduino, il progetto ha a cuore concetti come consapevolezza e sostenibilità energetica.

The OpenEnergyMonitor.org system is an open source monitoring system with the capability to monitor electricity, temperature, humidity and interface with pulse output meters such as water meter’s and smart electricity meters.

Home | OpenEnergyMonitor.

luglio 3

Unboxing del Desktop Spectrometer Kit

Dopo dieci giorni, ecco il Desktop Spectrometer Kit di Public Lab tra le mie mani! 🙂 Poteva anche arrivare prima, in realtà: il postino non mi ha trovato a casa e l’ha messo in giacenza, perché dovevo pagare gli oneri doganali prima di poterlo ritirare. Si tratta di una semplice scatoletta di pochi etti, di misure 9 x 11 x 18 centimetri, con a lato una scritta che ti fa sorridere il cuore:

This is an open source hardware kit […] released under the CERN Open Hardware License 1.1

Ecco il contenuto completo:

  • Struttura di metallo con due fori e placchetta rimovibile (due viti)
  • Webcam USB 2.0
  • Cavo USB personalizzato per il connettore della webcam ***
  • Blocchetto di legno (triangolo rettangolo isoscele, quindi mezzo quadrato)
  • Cartone fotoassorbente con fessura pieghevole
  • Reticolo di diffrazione (un semplice dvd)
  • Una decina di cuscinetti biadesivi (1 cm2 l’uno)
  • Un foglietto con la presentazione dell’associazione Public Lab e l’invito a contribuire con una donazione
  • Il foglietto illustrativo con le istruzioni di montaggio
  • Un adesivo rotondo con il logo di Public Lab

Purtroppo mi sono accorto subito che mancava il cavo USB (***). E la webcam, essendo pensata come componente interno, non ha un connettore USB standard, mini o micro che sia. Per cui senza cavo ad hoc il tutto è inservibile. Ho contattato il supporto di Public Lab mediante il Google Form apposito e mi hanno risposto subito (compatibilmente con la differenza di fuso orario!), indicandomi il codice di tracciamento della nuova spedizione. A dir la verità la mia risposta immediata è stata: “Argh! Thanks for your quick replay, but are you sure it’s a good idea to send a little cable from USA to Italy?!?”, ma Mathew Lippincott mi ha spiegato della difficoltà di trovare un cavo adeguato e quindi ho aspettato. Dopo sette giorni (senza spese ulteriori, per fortuna, niente dogana questa volta) il cavo è arrivato in una semplice busta da lettere, perfettamente funzionante.

Ecco di seguito l’unboxing completo del Desktop Spectrometer Kit.

luglio 2

Acquisto del Desktop Spectrometer Kit

Acquistare il Desktop Spectrometer Kit di Public Lab è semplicissimo. Sullo store ufficiale ci sono tutti i progetti ormai maturi del laboratorio, in particolare ci sono tre versioni dello spettrometro: quella desktop e quelle mobile e pieghevole, più alcuni accessori. Questo è quello che ho acquistato io, nella versione 2.5 “gum stick” come specificato nella pagina dei dettagli nel wiki. Attenzione che le istruzioni sul sito sono ancora quelle vecchie (versione 2.0 “grey box”), mentre il foglietto nella scatola e il pdf on-line sono aggiornati. La differenza tra le due versioni sta solo nel modello di webcam: nella 2.0 era necessario smontarla, mentre nella 2.5 si tratta di una fotocamera interna (per la precisione la HM2050 della SanmTech di Hong Kong da 2.0 Mpx), quindi c’è solo il circuito.

La procedura di acquisto è la solita: si aggiungono i prodotti al carrello, si conferma l’ordine, si paga immediatamente con PayPal (utilizzabile anche senza account PayPal, basta fornire gli estremi della propria carta di credito), si forniscono tutti i dati necessari per la spedizione. Non è necessario registrarsi allo store, si può fare tutto anonimamente. Se si crea un account sul sito PublicLab si può però partecipare alla vita della comunità diventando un autore di research notes mediante il wiki pubblico.

Il costo del prodotto è 40 dollari, a cui se ne devono aggiungere 18,60 per la spedizione internazionale mediante USPS (United States Postal Service) e poi Poste Italiane. Tra la conferma dell’ordine e la conferma della spedizione è passato un solo giorno. La spedizione è tracciata, quindi si riceve un codice con cui si può verificare on-line il suo status. Non è però molto utile, perché lo USPS perde ogni controllo sul pacco una volta affidato alle nostre poste, evidentemente hanno ancora da lavorare in tema di scambio di informazioni. Attenzione che all’arrivo a casa del pacco è necessario pagare altri 11,94 euro di oneri doganali (si tratta dell’IVA al 22%, circa 6,45 euro, e delle spese di sdoganamento, circa 5,50 euro). Quindi a un italiano il Desktop Spectrometer Kit costa circa 55 euro, con il cambio euro-dollaro attuale, e impiega una decina di giorni ad arrivare a casa.

luglio 2

The brave new world of ‘drone journalism’ – Telegraph

Un’analisi dei (prevedibili) rischi insiti nell’uso di foto e video raccolti da droni in ambito giornalistico.

News organisations will soon make routine use of unmanned drones to cover stories, a new report claims, with the rise of “airborne paparazzi” and covert surveillance of public figures likely to be the source of future legal headaches.

The brave new world of ‘drone journalism’ – Telegraph.