giugno 26

Public Lab, dai makers ai giornalisti

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Durante l’ultima edizione del Festiva Internazionale del Giornalismo di Perugia il data journalism ha avuto ampio spazio (come nell’edizione precedente), ma nell’ambito della School of Data Journalism organizzata da EJC e OKNF mi ha incuriosito un workshop di due puntate su “Ottenere dati attraverso l’aerofografia” tenuto da Cindy Regalado del Public Laboratory for Open Technology and Science. Purtroppo non ce l’ho fatta a partecipare, ma leggendo anche solo la descrizione dell’evento mi sono imbattuto per la prima volta nell’applicazione della filosofia DIY (Do It Yourself, fattelo da solo) in ambito giornalistico.

In quel caso si parlava di fotografia aerea mediante un semplice kit composto da pallone aerostatico e macchina fotografica, abbinato a un software capace di sovrapporre gli scatti aerei a una mappa geografica. Ma uno sguardo ai progetti promossi dal Public Lab mostra che c’è molto di più all’orizzonte. E che può esserci molto di più oltre l’orizzonte ora visibile.

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Cos’è il Public Laboratory for Open Technology and Science? Nasce negli Stati Uniti nel 2011 come una comunità di appassionati e ora si è costituita come associazione no-profit con gruppi locali un po’ in tutto il mondo. Promuove la discussione orizzontale tra i partecipanti e la condivisione delle esperienze mediante numerose mailing list a tema e un wiki pubblico. Mira a produrre kit completi da mettere sul mercato, sempre a partire dai progetti della comunità che raggiungono un grado di sviluppo sufficientemente maturo. Vende e spedisce in tutto il mondo attraverso il proprio store on-line.

Ufficialmente l’attività del Public Lab si rivolge a makers e citizen scientists interessanti a temi ambientali, ma hanno sicuramente a cuore il collegamento con il mondo del giornalismo, vista la scelta di organizzare un evento al Festival di Perugia. Probabilmente sono proprio queste realtà di appassionati che rendono possibile l’esistenza di un sensor-based journalism, esattamente come l’open source in ambito software è stato ed è un volano formidabile per il giornalismo digitale. Sicuramente sono da tenere d’occhio e sono da provare in prima persona la bontà e riusabilità dei loro progetti e prodotti.

 

Alessio Cimarelli

Data scientist at Dataninja
Sono giornalista free-lance e sviluppatore web. Dopo la lau­rea in fisica all’Università Sapienza di Roma, ho con­se­guito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e ho comin­ciato a girare l’Italia, tra gior­na­li­, uffici stampa e ricerca pura. Sono co-fondatore di dataninja.it e datamediahub.it e attualmente collaboro con varie testate ita­liane (L'Espresso, Secolo XIX, Wired) e alcune agen­zie edi­to­riali in ambito di svi­luppo web e data jour­na­lism. Sono mem­bro della comu­nità Spaghetti Open Data e ormai scrivo quasi più in java­script e python che in ita­liano o inglese.
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Posted 26 giugno 2014 by Alessio Cimarelli in category "Public Lab

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Sono giornalista free-lance e sviluppatore web. Dopo la lau­rea in fisica all’Università Sapienza di Roma, ho con­se­guito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e ho comin­ciato a girare l’Italia, tra gior­na­li­, uffici stampa e ricerca pura. Sono co-fondatore di dataninja.it e datamediahub.it e attualmente collaboro con varie testate ita­liane (L’Espresso, Secolo XIX, Wired) e alcune agen­zie edi­to­riali in ambito di svi­luppo web e data jour­na­lism. Sono mem­bro della comu­nità Spaghetti Open Data e ormai scrivo quasi più in java­script e python che in ita­liano o inglese.

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